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Manipolazione Psicologica: come funziona?

da | Gen 15, 2018 | Amore e disturbi di personalità | 16 commenti

Definizione di manipolazione psicologica

La manipolazione psicologica è un tipo di influenza emotiva che ha lo scopo di cambiare la percezione altrui usando metodi illusori. A volte può sfociare nell’abuso psicologico.

L’obiettivo del manipolatore è la gratificazione dei propri bisogni, nella maggior parte dei casi a spese degli altri.

È un gioco a due: uno (il manipolatore) ha il bisogno di mantenere alta l’autostima e raggiungere i suoi scopi a qualunque prezzo, l’altro (il manipolato) ha un forte bisogno di approvazione. Questo meccanismo porta il manipolatore a fare ciò che vuole alla propria vittima, inconsciamente consenziente.

Il soggetto manipolatore può essere chiunque: un capo/collega di lavoro, un amico, il vicino di casa, il partner, un parente.

È una persona che ha il dominio completo su tecniche ben precise che usa per confondere e raggiungere i propri obiettivi.

Proprio per la sua bravura ad utilizzare queste tecniche e a mascherarsi è molto difficile da identificare.

Come fare quindi per riconoscerlo e non farsi manipolare?

Come si manifesta

Apparentemente si mostra come una persona carismatica, rispettabile, preciso sul lavoro e premuroso.

Sul piano affettivo potrebbe sembrare il partner ideale, quello che hai sempre cercato. Sul piano lavorativo è molto abile, scrupoloso, e incline alla brillante carriera. Tutto ciò che all’inizio sembrava meraviglioso però, a lungo andare, si trasformerà in un vero e proprio incubo.

Il manipolatore comincerà presto a criticare, svalorizzare, fare sentire in colpa la povera vittima, la quale si sentirà responsabile e schiacciata.

Spesso la vittima non si accorge di essere manipolata, nonostante ciò potrebbe sentire molta ansia, una forte rabbia, un senso disagio crescente generalizzato senza trovare però il soggetto del suo malessere. A lungo andare potrebbero uscire anche dei disturbi psicosomatici.

Questo perché, anche se razionalmente non se ne rende conto, il corpo ha già capito che c’è qualcosa che non va e cerca di farlo vedere in tutti i modi possibili. L’aspetto negativo è che spesso la persona tende ad ignorare questi segnali e procedere con la razionalità, giustificando, per esempio, il manipolatore.

Il manipolatore ha solitamente una comunicazione ambigua, poco coerente e un carattere passivo-aggressivo.

Tecniche manipolative

La manipolazione può portare delle gravi conseguenze dentro ognuno di noi, delle ferite molto profonde da cui è difficile uscirne.

Per questo è importante imparare a riconoscerla per evitare di diventare delle marionette.

Di seguito una lista delle tecniche di manipolazione più diffuse:

Maschera

Inizialmente fingono che vada sempre tutto bene, per poi boicottare le azioni della vittima in forma sottile ed in maniera apparentemente ingenua.

Proiezione e deresponsabilizzazione

Il manipolatore sposta le proprie caratteristiche negative sulla vittima. Mostra le proprie qualità e proietta sull’altro i propri difetti. Farà credere all’altro che, se le cose non vanno, è perché quest’ultimo ha determinate caratteristiche.

Colpevolizzazione

La persona manipolatrice attribuisce sempre agli altri colpe inesistenti. È in grado di prendere alcune parole di una frase detta dalla vittima, estrapolarle dal contesto ed accusarla.

Gaslighting

Questa cosa non è mai successa”, “Ti stai inventando tutto”.

Il manipolatore nega di aver fatto/detto delle cose con lo scopo di difendersi e non mettere in discussione le proprie affermazioni. In questa maniera crea confusione e distorce la realtà della vittima. Quest’ultima, spiazzata, comincerà ad avere sempre meno fiducia in sé stessa.

Per approfondire clicca su questo link: “Cos’è il Gaslithing e come difenderci”

Generalizzazioni

Il manipolatore, solitamente, usa sempre frasi vaghe ed a volte prive di senso. Ad un primo acchito può sembrare un intellettuale, ammaliare con le parole. A lungo andare si capisce che le conclusioni che fa sono troppo generali.

Può usare frasi del tipo “Siete tutti uguali” senza specificare chi sono gli altri, oppure “Ti da fastidio qualsiasi cosa”, e così via.

L’obiettivo è quello di portare la vittima allo sfinimento senza mettersi in gioco.

Egocentrismo

I problemi del manipolatore sono sempre più importanti di quelli della vittima. Se quest’ultima glielo farà notare verrà presto accusata di essere egoista.

Isolamento della vittima

La vittima, senza che se ne renda conto, si troverà sempre più sola. Pian piano ed in maniera subdola verrà allontanata dalle persone più care.

Assurdità

Il manipolatore cercherà di minare la morale della vittima e mettere in discussione ciò in cui lei crede, creando ulteriore confusione. Potrebbe far credere al bersaglio di aver detto delle frasi mai dette.

Ricatto emotivo

Spesso conosce molto bene i punti deboli della vittima e li userà per ricattarla a livello emotivo. La vittima finirà per essere preoccupata se il carnefice si sente arrabbiato o triste, sentendosene responsabile.

Caratteristiche aggressivo-passive

Il manipolatore solitamente non affronta le discussioni in maniera diretta, ma ci gira intorno. Può usare sistemi subdoli per far capire alla vittima che non approva alcuni atteggiamenti. Per esempio potrebbe boicottare una iniziativa dopo aver detto alla vittima di sostenerla. Tutto sembrerà assolutamente involontario o causale.

Ambiguità

Il manipolatore è una persona estremamente ambigua. Può dire/fare delle cose e poi cambiare totalmente, se la situazione evolve in maniera diversa da come se l’era rappresentata.

Cosa fare se capiamo di essere manipolati

La manipolazione psicologica inizia in modo subdolo e prende piede nel tempo, con una velocità che varia dalla vittima che si ha davanti. Ci sono persone più manipolabili ed altre che richiedono più tempo. Ma se non riusciamo ad entrare nell’ottica del manipolatore sarà difficile rendersene conto ed ancora di più uscirne.

Queste descritte sono solo alcune delle tecniche usate per manipolare ed umiliare.

Conoscerle, essere consapevole delle proprie emozioni, ascoltare il corpo e ragionare a mente fredda sono i modi migliori per sfuggire al controllo ed allontanarci da queste persone.

Il manipolatore non cambierà mai: sia se è un partner o collega di lavoro, è bene avere poco a che fare per migliorare la qualità della vita. Se proprio non si può fare a meno di allontanarsi (potrebbe essere un parente stretto) è bene difendersi.

Una strategia utile è quella, dopo aver chiaro tutte le tattiche messe in atto, di delineare bene i confini tra me e l’altro: questo ci darà la possibilità di non sentirsi responsabili di cose che non ci appartengono.

 

Per approfondire leggi anche : “Perchè mi faccio manipolare?”

 

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16 Commenti

  1. Alessandra

    Buonasera! In un rapporto di amicizia frasi come: “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così” e simili…possono essere considerate manipolazione/ricatti emotivi?

    Rispondi
    • Pamela Busonero

      Bisognerebbe capire il contesto, ma sembrerebbe di si, soprattutto se ti senti influenzata nelle scelte. Una persona manipolata fa delle cose che normalmente non farebbe solo per far piacere all’altra persona (e in alcuni casi per non sentire i sensi di colpa)

      Rispondi
      • Alessandra

        Diciamo che bisognava sempre far come diceva la persona, perchè era più grande, quindi i suoi problemi erano più gravi, e simili…

        Rispondi
  2. GRAZIA

    Consapevole e refrattaria ad ogni tipo di manipolazione, pronta ad aiutare gli altri (non finanziariamente) ma bensi’ con il bene inestimabile del Credere nelle proprie convinzioni, a rendersene conto, in quanto la liberta’ personale, nelle scelte di qualsivoglia natura e’ inalienabile non merce di ricatti subdoli. Ribellatevi!!!!

    Rispondi
  3. Alessandra

    Una frase come “hai libero arbitrio con me, ma ricorda che tutto questo ha una conseguenza” come può essere interpretata?

    Rispondi
  4. Alessandra

    Buongiorno! Volevo chiedere : quando una persona ti dice “per te faccio già questo”, “per te vengo già al mare” o quello che è… può essere un modo per far sentir in colpa noi o per farcelo pesare? Contando che tu non hai chiesto niente loro, ma avrebbero deciso di loro sponte di farlo… Grazie

    Rispondi
    • Pamela Busonero

      Ciao Alessandra, ci sono pochi indizi, purtroppo non posso rispondere. Se ti va puoi scrivermi una mail in privato con più dettagli ed il contesto specifico. In quel caso sarò lieta di aiutarti.
      Pamela

      Rispondi
      • Alessandra

        Buonasera, posso dire che è la stessa persona che in amicizia mi diceva i frasi come “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo, pensavo mi volessi più bene di così”, “io non ho mai detto di esser perfetta, però”, “pensa come vuoi, visto che non mi credi” e dopo che tu rispondi “posso anche crederti ma vedo i fatti, che non sono molto diversi da come ho scritto”, sentir dire “non meriti altre risposte”… e simili come possono essere considerati? La ringrazio.

        Precisando che questo avveniva pressoché sempre quando cercavo di dire qualcosa che non mi andava, mentre l’altra persona diceva sempre cosa non le andava di me e asseriva di voler io facessi altrettanto.

        Se sono ancora poche informazioni, cercherò di scrivere una mail più dettagliata, grazie
        Cordiali saluti,

        Rispondi
        • Pamela Busonero

          Probabilmente l’altra persona ha un carattere insicuro, ha bisogno di conferme e le chiede in questa maniera, a volte subdola. Non per forza debba essere considerata manipolazione, e se lo fa potrebbe anche non esserne consapevole

          Rispondi
  5. Giovanni

    Salve, volevo chiederle una cosa. Ho un parente che rielabora episodi passati (anche recenti) in chiave peggiorativa per accusarmi, esagerando di molto il mio ruolo nelle questioni e quello che posso aver fatto o detto, al punto da farmi chiedere spesso “ma è possibile che sia andata davvero come dice lui? Io me lo ricordo in modo diverso”.

    Non so se si tratta di proiezioni, talvolta mi accusa di cose che in fondo lui non ha fatto, il problema è che mi pare che neanche io le ho fatte.

    E’ comunque un comportamento che può ricadere nella manipolazione? Una parte di me si chiede che senso abbia mentire su episodi che mi riguardano ed in cui ero presente, l’altra però non può che prendere atto che comunque mi trovo qui a chiedere delucidazioni…

    Rispondi
    • Pamela Busonero

      Buongiorno Giovanni, difficile rispondere a questa domanda non conoscendo di preciso i fatti. La manipolazione ha sempre un secondo fine, ma ci sono anche moltissimi altri aspetti da prendere in considerazione (questo parente potrebbe essere arrabbiato nei suoi confronti e quindi vedere veramente tutto in maniera esagerata? Potrebbe provare altre tipi di emozioni che non lo rendono lucido? E cosa prova lei, Giovanni, per il parente? Come si sente nei suoi confronti? E molto altro ancora). Se le va di raccontarmi qualche dettaglio in più, per avere la situazione più chiara, può scrivermi in privato, o fissare un colloquio.

      Rispondi
      • giovanni

        Diciamo che abbiamo sempre avuto un rapporto un po’ difficile, non siamo parenti molto stretti si tratta del fratello di mia moglie. Io l’ho sempre considerato una persona arrogante, saccente e boriosa, ma per quieto vivere familiare ho provato a tenermelo sempre per me. Il nostro rapporto è stato sempre un po’ pungente, ma ho fatto di tutto per mantenerlo disteso, inghiottendo frecciatine e mettendo pietre sopra.

        Ultimamente mi è capitato di sbottare un po’ più spesso per i suoi modi e c’è stata una veloce escalation. Ho provato a parlargliene nel clima più costruttivo possibile, l’ho incontrato con intenzioni così pacifiche che quando mi sono accorto guardandolo negli occhi che si stava arrabbiando lo stesso non ci ho voluto credere.
        Sono stato diplomatico persino negli episodi che negava fossero successi o nelle sue reinterpretazioni scagionanti.

        Fatto sta che due giorni dopo ha voluto rompere con me cercando pretesti per litigare…come si rendeva conto che la sua accusa era contraddetta dai fatti ne veniva fuori un’altra, come se fosse un videogioco dove puoi mettere un’altra monetina per partire d’accapo.

        Alcune delle cose di cui mi accusava mi hanno lasciato interdetto, tipo mi ha accusato di avergli fatto una scenata interminabile nel chiarimento di cui sopra, quando io sono sicuro di essere stato mansueto, amichevole e propositivo anche di fronte ai suoi spruzzi d’ira e sono certo di non avergli rubato poco più di venti minuti con quello che avevo da dirgli.

        Adesso mi sto chiedendo se è il caso di provare a ricontattarlo per chiarire e ricucire dei rapporti oppure se peggiorerei solo la situazione. Grazie mille per l’attenzione

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        • Pamela Busonero

          Chiediti qual’è il tuo bisogno e ascolta i tuoi sentimenti. Qual’è il motivo che ti spinge al riavvicinamento o all’allontanamento? Hai provato a condividere questi sentimenti con tua moglie? Cosa ne pensa lei?
          Quando la rabbia è molto alta non siamo lucidi, non siamo in grado di fare un ragionamento costruttivo quindi in questo caso sarebbe bene aspettare che la rabbia scende (sia nostra, sia del nostro interlocutore), parlare in un secondo momento. Per fare in modo che l’altro non vada nella difensiva e non attacchi, bisognerebbe sempre parlare in prima persona esponendo i nostri sentimenti (“mi sono sentito così…” piuttosto che “tu sei.. tu fai… tu hai detto..”). Un’ultima cosa. Noi non possiamo cambiare gli altri. Le relazioni si creano in due, non dipende solo da noi se qualcosa non va. Da come ho capito tu ce la stai mettendo tutta per ricostruire il rapporto, ma dall’altra parte c’è un altro individuo con i suoi sentimenti e le sue difficoltà. Fai bene a chiarire, ma non dipende tutto solamente da te.

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  6. Giovanni

    Voglio riavvicinarmi per non dare un dispiacere a mia moglie. Lei ha sempre detto che suo fratello è un tipo un po’ problematico, che basta dargli la ragione dei fessi e farlo sentire sempre nel giusto per farlo contento, solo che io non ho un carattere freddo e pragmatico come il suo e a me viene difficile.

    Sulla rabbia non saprei che dire, certe fandonie sul mio conto le sta ripetendo anche a terzi e non sembra che passato il momento abbia ridimensionato le cose.

    Proverò a cercare un dialogo, utilizzando il sistema che lei mi consiglia proverò a usare meno possibile il “tu” e a dare spazio a come mi sono sentito io, la ringrazio davvero per l’aiuto che mi ha concesso.

    Rispondi
  7. Giovanni

    Niente, è andata male. Ho provato a metterlo in discussione il meno possibile come mi ha consigliato ma, come lei stessa diceva, per andare d’accordo bisogna essere in due. Un altro mare di esagerazioni ed accuse a mio avviso infondate. Non capisco perché lo ha fatto, lei mi diceva che la manipolazione ha sempre un secondo fine, può essere che cercasse di provocarmi perché aveva la necessità di darmi la colpa della rottura?

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    • Pamela Busonero

      Mi dispiace sia andata male, ma non possiamo cambiare l’altro, se non vuole. A questa domanda purtroppo non ho risposta, non conoscendolo.

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