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Psicoterapia, alla riscoperta del sè

“Il compito dello psicoterapeuta, contrariamente ad un diffuso malinteso, non è affatto quello di «trovare» cos’è che non va nel paziente per poi poterglielo «dire». Altri glielo «avevano già detto» per tutta la sua vita e, nella misura in cui ha accettato le parole altrui, egli stesso «se lo diceva». […] Il lavoro dello psicoterapeuta non consiste nemmeno nell’imparare delle cose riguardo al paziente per poi insegnargliele, bensì insegnare al paziente come imparare ciò che concerne se stesso. Questo significa che il paziente deve diventare direttamente consapevole di come realmente funzioni in quanto organismo vivente; e questo avviene sulla base di esperienze concrete e non verbali”.  (Fritz Perls)

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Perché l’EMDR funziona?

Perché l’EMDR funziona?

Tantissimi terapeuti di tutto il mondo hanno trattato con successo migliaia di persone mediante la tecnica EMDR.

Il terapeuta aiuta il paziente ad entrare in contatto con esperienze passate che stanno alla base degli attuali problemi, dopo aver analizzato gli ambiti di vita del presente che causano disturbi (ansia, difficoltà nelle relazioni, fobie, depressione, etc..). Grazie a questa tecnica, i ricordi che hanno plasmato il nostro modo di vedere noi stessi assumeranno un valore diverso e questo permetterà di vedere in maniera diversa anche gli altri. Continue reading “Perché l’EMDR funziona?”

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Cos’è la Tecnica EMDR

Tecnica EMDR

La terapia Emdr (Eyes Movement Desensitization and Reprocessing) è un metodo psicoterapeutico ideato nel 1987 da Francine Shapiro, attualmente validato per la cura del Disturbo Post- Traumatico da Stress.

La ricerca sull’Emdr ha portato la comunità scientifica internazionale a considerarlo un trattamento basato sulle evidenze scientifiche (evidence-based). Ognuno di noi ha un sistema innato fisiologicamente orientato all’elaborazione delle informazioni in un’ottica di auto-guarigione. Quando la persona subisce un trauma il nostro sistema rimane temporaneamente disorganizzato Continue reading “Cos’è la Tecnica EMDR”

controllo

Area della prevedibilità: “non ho il controllo”.

Il controllo ci rende sicuri: più cose riusciamo a controllare, più siamo tranquilli. Ma cosa succede quando le cose non vanno come le avevamo programmate? Quando capita qualcosa di inaspettato? E quando è un trauma a farci perdere il controllo? Una sensazione di impotenza ci invade, e più cerchiamo di controllare, meno ci riuscirà. Continue reading “Area della prevedibilità: “non ho il controllo”.”

colpa

Area della responsabilità: è colpa mia

Il senso di colpa è un vissuto molto comune ed è uno degli aspetti delle ferite dell’anima più difficili da rimarginare. Alcune persone passano l’intera vita convivendo con il senso di colpa per un evento traumatico: un aborto, un grave incidente, la morte di un parente molto stretto e così via. Continue reading “Area della responsabilità: è colpa mia”

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Area dell’autostima: non vango niente

Continuando a guardare la piramide vediamo che subito dopo il bisogno di appartenere c’è quello che riguarda l’autostima.

Autostima è la capacità di piacersi, intesa come base per un buon rapporto con sé stessi ed il mondo esterno. In generale l’autostima si basa sulla convinzione del proprio valore come persona e sulla fiducia nelle proprie risorse. William James, già nei primi del ‘900, definiva l’autostima come “il rapporto tra il sé percepito ed il sé ideale”: il primo è “come sono”, il secondo “come vorrei essere”. Se il sé percepito non riesce a raggiungere i livelli del sé ideale, la persona avrà una bassa autostima. Continue reading “Area dell’autostima: non vango niente”

diverso

Area dell’appartenenza: sono diverso

La piramide qui a lato rappresenta i cinque bisogni umani che possono essere minacciati e provocare danni a livello emotivo. Come si può facilmente notare, quando sono soddisfatti i bisogni fisiologici di fame e sete e la persona si sente al sicuro, il bisogno successivo da appagare è quello di appartenere. Essere allontanato dal gruppo dei bambini che giocano, non ricevere l’invito da parte di amici, essere esclusi dalla famiglia sono degli esempi che possono portare ad una grande sofferenza e successivamente a pensare di “essere diverso”, allontanandosi di conseguenza anche da altri gruppi.
Continue reading “Area dell’appartenenza: sono diverso”

pericoli

Area della vulnerabilità: sono in pericolo

Essere vulnerabile significa essere facilmente attaccabile, vivere quindi in una condizione di allerta persistente. Cosa succede nella nostra psiche quando il pericolo di perdita è totale? Quando si rischia di perdere la propria vita o quella di una persona cara? Di solito il luogo della vulnerabilità viene intaccato quando siamo di fronte a traumi con la T maiuscola, per esempio: Continue reading “Area della vulnerabilità: sono in pericolo”

cuore

Dove colpisce il trauma? Le 5 aree psicologiche

Sempre più persone si confrontano con eventi altamente stressanti. Queste esperienze negative possono lasciare ferite aperte compromettendo la normale funzionalità dell’individuo.
Negli articoli precedenti ho già parlato di trauma psicologico. Vorrei aggiungere che i primi studi sugli effetti del disturbo post traumatico da stress ritenevano il trauma psicologico come la “conseguenza di un evento traumatico, ossia di un agente patogeno costituito da una condizione estrema collocata idealmente al di fuori delle esperienze umane comuni” (DSM III). In altre parole, secondo il DSM III venivano considerati solamente i traumi con la T maiuscola (per approfondire clicca qui). Continue reading “Dove colpisce il trauma? Le 5 aree psicologiche”

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Fobie

Vorrei cominciare questo articolo evidenziando la differenza tra paura e fobia. La paura è uno stato di allerta naturale, necessario per attivare i meccanismi psicofisiologici di fronte ad una situazione di pericolo. È un’emozione necessaria alla nostra sopravvivenza: la paura ci permette di sentire il pericolo e fare qualcosa per superare la situazione. In sintesi, una paura “sana” ci salva la vita.

Diversa è la fobia: è una paura irrazionale, ostinata ed esagerata per qualcosa che non rappresenta un pericolo reale, con cui gli altri si confrontano senza particolari difficoltà. La persona si rende conto dell’irrazionalità di tale paura, ma, nonostante ciò, non riesce a controllarla e frenarla. Continue reading “Fobie”

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Disturbi Psicosomatici

La Psicosomatica si colloca a metà strada tra la medicina e la psicologia, in quanto indaga la relazione che intercorre tra mente e corpo, quindi tra emozioni e soma. Ha dunque lo scopo di comprendere gli effetti che le emozioni (la psiche) producono sul corpo (il soma).

I disturbi psicosomatici sono da considerare malattie vere e proprie in quanto comportano danni a livello organico, aggravate da fattori emozionali. Essi forniscono una risposta a situazioni di disagio psichico o di stress. Le emozioni negative (come il rimpianto, il risentimento, la preoccupazione) possono mantenere il sistema nervoso autonomo (sistema simpatico) in uno stato di eccitazione ed il corpo in una condizione di emergenza continua, a volte per un tempo maggiore di quello che l’organismo è in grado di sopportare. Anche pensieri troppo angosciosi, a lungo termine, possono provocare tale attivazione, recando danno agli organi più deboli. Continue reading “Disturbi Psicosomatici”

adp

Come aiutare chi soffre di attachi di panico

In terapia mi arrivano sempre più persone che soffrono di attacchi di panico. Una delle caratteristiche che accomuna molti di loro è che si rendono conto che le persone che hanno intorno spesso non sanno cosa fare per aiutarli. I familiari, gli amici che vorrebbero essere d’aiuto si trovano in difficoltà su come comportarsi, cosa dire, cosa non dire, cosa fare etc..

Questo succede perché chi non ha mai sofferto di attacchi di panico – fortunatamente- non può capire cosa sta realmente succedendo alla persona che ne soffre, e questo porta, a volte, a non riuscire ad immedesimarsi nella persona sofferente. Continue reading “Come aiutare chi soffre di attachi di panico”