Autostima troppo bassa: quali conseguenze?

bassa autostima

La storia di V.

V. è una ragazza di 18 anni, arrivata da me qualche mese fa accusando una sensazione spiacevole di inferiorità nei confronti delle altre persone.

Questo le causava moltissimi problemi a livello relazionale, tant’è che passava la maggior parte del tempo libero chiusa nella sua camera e col suo cellulare.

Fin dai primi colloqui, le parole che usava più spesso erano: mi sento scema, mi sento inadeguata, è inutile che ci provo tanto farò una figuraccia, sono diversa dagli altri, gli altri non hanno interesse per me, è così e sarà così per sempre.

Era chiaro che avesse una percezione di se stessa molto negativa e la tendenza a confrontarsi sempre con persone “migliori” di lei.

V. non solo pensava di non andare bene, ne era proprio convinta.

Col passare delle sedute cominciammo a fare collegamenti col suo passato e con le sofferenze che doveva sopportare. Aveva dei genitori molto severi, che per spronarla all’azione la criticavano spesso e la confrontavano solamente con ragazzi migliori di lei.

Quando riusciva a svolgere un compito bene non c’erano gratificazioni, era tutto scontato, mentre se i risultati erano leggermente inferiori alle aspettative, le critiche erano spietate.

Inoltre le sue emozioni non erano mai considerate ed i suoi bisogni erano sempre messi in secondo piano.

Crescendo in un ambiente così giudicante, V. non poté fare altro che credere alle critiche, e l’unica maniera per non essere criticata era quella di dare sempre il massimo, anche se sapeva che non sarebbe mai bastato. E da qui la convinzione di essere inadeguata (“se i miei genitori, che mi vogliono bene, pensano questo di me, significa che è vero”).

Quando cominciammo a lavorare su queste tematiche uscì fuori molta rabbia e una grande delusione, ma fu liberatoria, e così qualcosa cominciò a cambiare.

Notò che non era poi così  sbagliata, che era il momento di ascoltare anche i suoi bisogni, le sue emozioni. Mano a mano cominciammo a vedere anche molti lati positivi e tante risorse.

In conclusione:

Una forte autostima proviene da noi stessi e dalla convinzione della propria importanza, del proprio valore.

Cos’è l’autostima?

Nathaniel Branden, psicoterapeuta e scrittore statunitense, definisce così l’autostima:

La disposizione a sperimentare se stessi come competenti nel far fronte alle sfide fondamentali della vita e di essere degni della felicità“.

L’autostima è quindi la valutazione di noi stessi, delle nostre capacità, del nostro valore e della nostra importanza. Non è qualcosa che ci viene data in dotazione al momento della nascita: essa si conquista esclusivamente attraverso le esperienze personali.

Com’è una persona con bassa autostima

Una persona con un’autostima alta si sente bene con se stessa, è soddisfatta nel quotidiano di quello che fa, non va giù di morale se qualcosa nel corso della giornata non va come se lo era immaginato.

A differenza, una persona con bassa autostima passa molto tempo al giorno a criticarsi, non è mai soddisfatta dei risultati raggiunti, e prova spesso sensazioni tipiche della vergogna. È un giudice molto severo con se stesso.

Le caratteristiche che contraddistinguono una persona con bassa autostima sono:

  • Tendenza ad interpretare i commenti generici di altre persone come critiche a livello personale.
  • Predisposizione al pessimismo.
  • Sintomi tipici dell’ansia sociale. In questo contesto troviamo la tendenza ad evitare situazioni di intensa socialità, avere difficoltà nelle relazioni, ritiro sociale.
  • Inclinazione ad avere delle credenze negative nei propri confronti. Una persona con bassa autostima potrebbe credere questo: sono sbagliato, sono inadeguato, non sono degno di essere amato, sono diverso, non sono importante. A volte queste convinzioni sono così presenti, così forti, che è come se non ci possa essere una soluzione: è così e basta. Questo può essere molto pericoloso per la propria persona, perché potrebbe limitare la qualità della vita.
  • Mancanza di fiducia verso se stessi. Per una persona con scarsa autostima è più facile fidarsi di un estraneo piuttosto che di se stessa. Spesso metterà in discussione anche i propri sentimenti.
  • Incertezza nell’esprimere i propri bisogni ed i propri sentimenti, spesso visti come inadeguati.
  • Preoccupazione eccessiva per ciò che pensano gli altri.
  • Autocritica. La persona con bassa autostima non perdona i propri errori, neanche i più banali. Ha la tendenza a trattarsi male quando questo succede. Non da mai la colpa agli altri, e spesso si preoccupa o si sente in colpa di aver detto/fatto qualcosa che possa aver danneggiato altre persone.
  • Difficoltà ad affrontare sfide o nuove esperienze. Questa difficoltà nasce dal fatto che sa già di perdere.
  • Tendenza ad aspettarsi poco dalla vita.
  • Stanchezza diffusa, affaticamento.

Possibili cause di una bassa autostima

Come più volte ho specificato, ogni individuo è diverso. Ogni vita merita un romanzo a sé.

Proprio per questo non esiste una causa comune per tutti. Spesso ci troviamo davanti sintomi simili, ma il motivo è sempre diverso.

Riguardo la mia esperienza di psicoterapeuta, cercherò di riassumere le situazioni più comuni. Nella maggior parte dei casi, la causa di una scarsa autostima va ricercata in età precoce, ed in particolare:

  • Problemi legati all’ambiente familiare. Quando siamo piccoli la nostra famiglia è il nostro mondo. Questo significa che tutto ciò che i nostri genitori ci dicono, potrebbe influenzare molto sulla nostra crescita, a volte in maniera irreversibile. Madri, padri, parenti che sostengono determinati giudizi su di noi, a volte non lo fanno neanche per farci del male e non sono a conoscenza dei problemi che potrebbero recarci. A volte lo fanno per spronarci a dare il meglio di noi, per farci crescere con modestia. Ciò non toglie che un bambino che viene spesso criticato e giudicato in maniera aggressiva dalle figure di riferimento possa crescere con una convinzione di sé negativa.
  • Episodi ripetuti di bullismo in età scolare. Così come il modo in cui veniamo trattati dai genitori può influire sulle nostre cognizioni, così anche il modo in cui veniamo trattati dai nostri coetanei. Se non ci siamo sentiti parte del gruppo dei pari, se siamo stati spesso derisi, è molto probabile sviluppare una convinzione negativa di noi stessi.
  • Traumi con la “T” maiuscola (per approfondire leggi qui). Abusi emotivi, fisici, o sessuali, possono provocare sentimenti di colpa e di vergogna. Persone vittime di abusi spesso arrivano anche a credere di meritarsi tutto ciò. O che non sono degne di essere amate e trattate con rispetto. Queste persone soffrono spesso di depressione, stati ansiosi e bassa autostima.
  • Emarginazione. Le persone emarginate sono quelle che potrebbero essere a rischio di ricadute nell’autostima.
  • Esperienze più recenti di fallimento. È probabile che a volte la vita ci metta alla prova, e che qualche obiettivo che ci eravamo posti, o qualche lavoro che abbiamo cominciato, non sia andato a buon fine. Questo potrebbe far decadere la nostra autostima anche se, fino a questo momento, non era poi così bassa.

Differenza tra alta autostima e narcisismo

Poiché mi trovo spesso a parlare di disturbo narcisistico di personalità, vorrei porre l’attenzione tra chi ha una alta autostima e chi invece è narcisista. Sono due concetti totalmente differenti, ma spesso vengono confusi.

  • Le persone narcisiste, seppur si sentano superiori agli altri, non amano se stesse. Il loro valore è dato dagli altri, e per ottenere ciò, sono disposte perfino a manipolare l’altro. Al contrario, la persona con una buona stima di se non ha bisogno di fare ciò e non si sente superiore agli altri. Tende ad accettarsi così com’è, indipendentemente dal pensiero altrui.
  • Il narcisista non è in grado di amare, quindi di avere una relazione calda e intima. L’unico motivo che lo spinge a legarsi è mostrare agli altri il proprio valore. Un individuo con un’alta autostima invece desidera una relazione stretta e intima, senza dover dimostrare niente agli altri.
  • I narcisisti cercano continuamente ammirazione da parte degli altri, e spesso, soprattutto col partner, tendono a criticarlo per far predominare le loro caratteristiche positive. Se non ricevono ammirazione potrebbero anche reagire con aggressività. Nelle persone con un alto grado di autostima questo non succede. Anzi, tendono a valorizzare coloro che hanno accanto.

Qualche consiglio

Qui sotto riporto qualche consiglio pratico, che non sostituisce assolutamente la psicoterapia ed il lavoro profondo che si fa grazie all’utilizzo di determinate tecniche.

  1. Focalizza l’attenzione sui tuoi reali bisogni. Mettiti al primo posto. È molto importante essere empatici con gli altri, ascoltare i bisogni altrui, ma per un po’ prova a concederti uno spazio anche per te. Quindi fai una lista dei tuoi bisogni e ritagliati uno spazio per soddisfarli. Parti proprio dai più semplici.
  2. Non cercare la perfezione. La perfezione, nel mondo umano, non esiste. Cercare di raggiungere la perfezione, aspettare di essere “perfetto” per fare determinate azioni, è solo un modo di fallire (o di non cominciare mai). Non ci sentiremo mai abbastanza bravi ed all’altezza della situazione. Quindi, se fai parte di questa categoria di persone, cerca di darti degli obiettivi realisti per te stesso, non confrontarti solo coi migliori ma cerca di vedere la realtà in una maniera più oggettiva. E poi buttati, consapevole sia delle tue risorse e che dei tuoi limiti.
  3. Dai sempre il meglio di te. Non cercare la perfezione non significa lasciarsi andare e non impegnarsi! Dare il massimo in ciò che ci piace fare è un elemento fondamentale per vivere una vita qualitativamente soddisfacente. È importante ricordare a te stesso che stai facendo il massimo in quel momento, e che i risultati che ottieni oggi sono sicuramente diversi da quelli che otterrai domani.
  4. Individua i tuoi obiettivi. Lavorare sui propri obiettivi è indispensabile per accrescere l’autostima. Vedo che spesso molte persone non sanno neanche in che direzione stanno andando. Lasciare tutto al caso non ti permetterà di sviluppare l’autostima, perché se ti accadrà qualcosa di positivo sarà solamente legato alla fortuna.
  5. Impara dai tuoi errori. Non vedere gli errori e le critiche in maniera negativa, ma parti proprio da quelli per migliorarti ed andare avanti. Ricorda che se hai sbagliato una volta, non significa che lo rifarai.
  6. Circondati di persone positive. Poiché gran parte della nostra autostima è influenzata dalle relazioni sociali, è importante circondarsi di persone positive, con una buona considerazione di se stesse, che ci facciano stare bene. Cerca persone disposte a starti vicino, che sappiano accettare sia i tuoi pregi che i tuoi difetti.
  7. Prova un percorso con uno psicoterapeuta.

EMDR: una terapia per accrescere l’autostima

La notizia positiva è che è possibile accrescere l’autostima.

Giornalmente mi arrivano in studio moltissime persone che sono convinte delle loro cognizioni negative (sono sbagliato, non sono importante, non merito amore, etc…).

È utile quindi andare a ricercare il periodo della vita in cui sono nate, e sradicarle.

L’EMDR non è utile solamente per lavorare su eventuali episodi stressanti che hanno portato allo sviluppo di tali percezioni, ma anche per trovare e alimentare le proprie risorse. Tutti abbiamo delle risorse, solo che spesso non riusciamo a vederle.

Grazie al percorso terapeutico questo sarà possibile.

Quindi, se senti il bisogno di darti una nuova opportunità, questo è il momento!

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Dott.ssa Pamela Busonero, Psicologa e Psicoterapeuta. Riceve a Firenze in Piazza Indipendenza, 21.

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