Ipocondria

Caratteristiche secondo il DSM 5

La persona con ipocondria dà un’interpretazione dei propri sintomi fisici come segnali di una grave patologia, senza un adeguato riscontro medico.

Secondo il DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) i criteri per diagnosticare una persona con questa problematica sono:

  • Preoccupazione di avere o contrarre una grave malattia. I sintomi somatici non sono presenti o, se presenti, sono solo di lieve intensità. Se è presente un’altra condizione medica o vi è un rischio elevato di svilupparla, la preoccupazione è chiaramente eccessiva o sproporzionata.
  • E’ presente un elevato livello di ansia riguardante la salute e l’individuo si allarma facilmente riguardo il proprio stato di salute.
  • L’individuo attua eccessivi comportamenti correlati alla salute (per es., controlla ripetutamente il proprio corpo cercando segni di malattia) o presenta un evitamento disadattivo (per es., evita visite mediche e ospedali).
  • La preoccupazione per la malattia è presente da almeno 6 mesi, ma la specifica patologia temuta può cambiare nel corso di tale periodo di tempo.
  • La preoccupazione riguardante la malattia non è meglio spiegata da un altro disturbo mentale, come il disturbo da sintomi somatici, il disturbo di panico, il disturbo d’ansia generalizzata, il disturbo di dismorfismo corporeo, il disturbo ossessivo-compulsivo o il disturbo delirante, tipo somatico.

Come ben si puntualizza nel DSM-5, il disagio dell’individuo non proviene principalmente dal sintomo in sé, quanto piuttosto dall’ansia derivante dal senso, il significato o la causa attribuitavi (APA, 2013).

Come si comporta l’ipocondriaco

Il soggetto ipocondriaco vive con il terrore di avere una malattia grave o mortale.

È attento ad ogni minimo cambiamento del proprio corpo, tenendolo eccessivamente sotto controllo. Proprio per questo motivo esso richiede ripetutamente test diagnostici e visite specialistiche, diventando ospite abitudinario del pronto soccorso o servizi simili.

Anche quando i risultati delle analisi sono favorevoli, la preoccupazione per la propria salute non diminuisce. Spesso la persona tende ad accusare i medici di incompetenza professionale, non riuscendo a fornire una soluzione adeguata al problema.

Spesso ha la sensazione di non essere preso sul serio dal medico.

L’ipocondriaco si preoccuperà sia delle normali funzioni del corpo (es. battito cardiaco, respirazione, sudorazione, etc..) che delle alterazioni fisiche leggere (es. tachicardia, tosse, alterazione della temperatura corporea, piccole ferite, etc..). A volte prende di mira un organo specifico, per paura, per esempio, di sviluppare un cancro.

Si può preoccupare eccessivamente anche sentendo le storie di qualcuno, o leggendo qualcosa.

La persona con ipocondria inoltre tende a passare molto tempo su internet nel tentativo di trovare una soluzione ai suoi problemi.

Possibili cause dell’ipocondria

Spesso i medici mi inviano pazienti con ipocondria e questi ultimi non capiscono il motivo, arrabbiandosi col proprio medico perché non presi sul serio. La persona ipocondriaca infatti non riconosce la natura psicologica del suo disturbo e continua a cercare una spiegazione medica. Di conseguenza la mia difficoltà iniziale a fare accettare questo nuovo punto di vista.

Le cause potrebbero essere molteplici. Alcune volte sono da ricercare in qualche malattia grave avuta nell’infanzia od esperienze simili di un membro della famiglia. Altre volte sono persone che hanno avuto un carico di responsabilità esagerato fin da piccoli. Altre ancora sono persone con una tendenza eccessiva al controllo, o con altri tratti portati all’estremo.

La caratteristica che accomuna queste persone è la percezione di essere molto fragili e vulnerabili. Spesso le figure di attaccamento (madre, padre, tutore, etc..), nell’infanzia, avevano la stessa idea e comportamenti iperprotettivi.

Cosa chiede il corpo?

La persona che soffre di ipocondria vive in un continuo stato di allerta.

Appena fatta una visita essa non ha modo di tranquillizzarsi poiché o non crede al medico, o sopraggiunge un altro sintomo, nuova fonte di preoccupazione e paura.

I farmaci, come si può ben immaginare, non migliorano la situazione, anzi, alcuni potrebbero dare ulteriori complicazioni (affaticamento del fegato, stanchezza, etc..).

Di ipocondria però si può guarire. Per farlo bisogna arrivare a capire ciò che il corpo ci chiede con tanta ostinazione.

In una visione psicosomatica l’ipocondria esprime la necessità che la persona si occupi di ciò che arriva dall’inconscio e che, la coscienza, vede come un “mostro”. Per questo le rassicurazioni dei cari non aiutano: il problema non è fisico, ma psicologico; e ciò che la persona non conosce, a volte, fa paura.

In questa chiave è facile comprendere che l’eccessiva attenzione del corpo esprime un grande desiderio di conoscere se stessi.

Guarisce chi riesce a spostare l’attenzione da un piano fisico a uno più profondo, quello psichico. Chi riesce e vedere i sintomi non più come segnali di morte, ma di vita: una vita da cambiare e rinnovare.

Un consiglio che posso dare a tutte le persone che soffrono di ipocondria è questo: “occupati realmente di te stesso, sii veramente protagonista della tua vita e fallo in maniera sana, secondo i tuoi reali bisogni e desideri. Sentiti libero di seguire i tuoi sogni.”

Una buona psicoterapia aiuta sicuramente a risolvere tale disagio.

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