Vittima del Narcisista: si può parlare di violenza psicologica?

Vittima del Narcisista: si può parlare di violenza psicologica?

Chi è la Vittima del Narcisista

In questo articolo cercherò di spiegare cosa succede a livello psicologico ad una persona che ha avuto a che fare con un narcisista, come mai è così difficile uscire da una relazione che agli occhi esterni è palesemente malsana, e come mai è altrettanto difficile riprendere in mano la propria vita dopo un allontanamento definitivo.

Ripercussioni emotive

Cosa penso di me

Quando in terapia arrivano persone che hanno frequentato un narcisista, solitamente la cognizione di sé stesse che si portano dietro è sempre la stessa: “io non valgo niente”, “io non sono abbastanza”. In sostanza la vittima del narcisista pensa che ci sia qualcosa di sbagliato in lei e che tutto ciò che ha subito se l’è, in qualche modo, meritato.

Senza rendersene conto e lentamente entra in un processo di svalutazione, dissociazione e disumanizzazione: si sente inutile, sola ed umiliata. Sente come se non ci fosse più un futuro per lei.

I sintomi più frequenti sono: bassa autostima, ansia, depressione, desideri suicidi, somatizzazione, rabbia.

Con chi sono stata

Un’altra caratteristica che accomuna le vittime è l’iniziale inconsapevolezza di con chi hanno avuto a che fare per tutto questo tempo.

Alcune persone al primo colloquio mi parlano di un malessere generale, altre magari sono venute a conoscenza tramite altre fonti. Ma il punto in comune è che quando sono state con questa persona tutto sembrava “normale”.

La vittima dapprima ignora le dinamiche relazionali in cui è stata invischiata (le menzogne e le manipolazioni) e non si rende conto di essere stata vittima di un abuso psicologico molto profondo. Per molti il fatto che una persona non sia violenta nei gesti ma “solo” a parole è qualcosa che può essere facilmente giustificabile e perdonabile (soprattutto se poi il carnefice sembra pentito), ma le ferite che lasciano le parole sono molto più profonde e difficili da estirpare.

La difficoltà a capire la persona narcisista sta nel fatto che le idee che abbiamo sul disturbo narcisistico sono molto vaghe, spesso propagandate in maniera erronea dal cinema e dalla letteratura: vengono descritte come persone folli e facilmente riconoscibili. In realtà non è così. Si mimetizzano molto bene.

Poiché queste persone sono profondamente diverse da noi a causa della scarsa empatia e la bassa capacità di introspezione, la vittima avrà un bisogno compulsivo di informazioni su tutto ciò che riguarda il mondo del narcisista.

Innamorarsi di un’illusione

Quello che fa più male è rendersi conto di avere amato una persona che, in realtà, non è mai esistita.

Il narcisista infatti non da alla vittima la possibilità di farsi conoscere. Apparentemente gentile, innocente, solare e seduttivo: questa, purtroppo, è solo una maschera.

La vittima se ne renderà conto (forse!!!) quando sarà troppo tardi. Anche tutti i momenti belli passati insieme sono solo frutto di un’illusione.

Sento spesso dire frasi del tipo “ho amato una proiezione di me stessa”. È proprio così: è l’amore verso chi mi sono immaginata fosse il mio compagno.

Sindrome da crocerossina

La vittima, nella fase iniziale, proverà molta compassione per le problematiche del narcisista: probabilmente lui ha avuto una ex folle, sarà insicuro del suo aspetto fisico, sarà stato infelice finché non ha conosciuto lei, etc…

Essa si sentirà l’unica in grado di renderlo realmente felice. Qui scatta l’empatia della vittima per il proprio carnefice: pur sentendosi inferiore sa bene come far felice l’altro. Vuole guarirlo e prendersene cura.

Questo investire tutta sé stessa su un’altra persona fa si che il legame che si creerà sarà molto profondo: in realtà sta investendo le proprie energie per rincorrere un’illusione, ma questo, purtroppo, non se ne rende conto.

Come il narcisista, anche la vittima è una persona molto insicura.

Sono due persone che reagiscono in maniera completamente opposta ad un problema simile: uno lo fa attraverso la manipolazione ed il controllo, l’altra attraverso la compassione e la cura dell’altro. Ed è proprio qui che il carnefice aggancerà la propria vittima: quest’ultima non potrà più fare a meno della sua approvazione, vivendo continuamente la paura dell’abbandono e sentendo un vuoto indescrivibile ogniqualvolta il narcisista proverà ad allontanarsi.

Perché è così difficile lasciare andare?

Vedendo dall’esterno una relazione malsana e patologica, la prima domanda che viene da porci è “come mai non lasci questa persona? Non lo vedi come ti tratta?”, oppure “perché sei stata in una relazione disfunzionale per così tanto tempo?”. Queste sono domande sbagliate perché non prendono in considerazione gli aspetti ambigui del rapporto.

Il narcisista non è solamente una persona che fa abusi psicologici alla propria vittima: alterna periodi di violenza ad altri di tenerezza e passione. Sono questi momenti che fanno riconnettere emotivamente di nuovo la vittima al narcisista. Senza questi sarebbe molto più facile uscirne. Questa connessione fa sentire al vittima al sicuro.

Sindrome di Stoccolma

Nel 1973 un uomo, evaso dal carcere di Stoccolma, tenta una rapina alla Sveriges Kredit Bank di Stoccolma prendendo in ostaggio tre donne ed un uomo. Successivamente chiede ad un amico, ex compagno di cella, di farsi raggiungere. Dopo 130 ore di agonie e maltrattamenti i due criminali si arrendono e gli ostaggi vengono rilasciati.

Questa vicenda ha una caratteristica che ha fatto parlare tutto il mondo: durante i colloqui psicologici alle vittime si scoprì che queste ultime temevano più la polizia che i sequestratori, inoltre erano grate ai malviventi per “aver ridato loro la vita.

Questo è un paradosso psicologico che esplica ciò che succede quando abbiamo a che fare con una persona narcisista: nonostante le violenze psicologiche subite si instaura una reazione emotiva automatica inconscia che non permette alla vittima di staccarsi dal carnefice.

Si sviluppa il concetto di “Noi qui dentro” contro un “Loro fuori”, difendendo il proprio aguzzino dal resto del mondo.

Riprendere in mano la propria vita

La vittima ci mette molto tempo a ricostruirsi perché, come accennavo sopra, le ripercussioni a livello emotivo sono molto profonde. Si istallano piano piano nel tempo e va a finire che la persona crede veramente di non valere niente e che la sua vita non ha più senso.

L’aspetto più drammatico sta nel rendersi conto di essere dipendente non delle attenzioni del narcisista, ma delle attenzioni che essa stessa le ha dato: è questo che la faceva sentire importante, ma allo stesso tempo manca un soggetto e non si riesce ad elaborare la perdita.

In terapia spesso le persone è come se mi portassero una valigia piena di “parti di sé” da ricomporre. Si sentono in frantumi.

Quindi il consiglio che posso dare a tutte le persone che hanno subito abusi psicologici è quello di chiedere aiuto, di non chiudersi in sé stesse e soprattutto smettere di giustificare il proprio carnefice. Parlare con altre persone, uscire, chiedere consigli, conoscere persone che soffrono delle stesse problematiche e, perché no, farsi aiutare da uno psicoterapeuta.

Per quanto doloroso sia, si può uscire da questo stato di malessere.

Se, leggendo questo articolo, ti rendi conto di aver avuto a che fare con un partner narcisista ed hai bisogno di aiuto, non esitare a contattarmi, anche solo per un consiglio. Posso realmente esserti di aiuto!

Per approfondire leggi anche “Disturbo Narcisistico di Personalità” e “Come riconoscere un partner Narcisista

4 thoughts on “Vittima del Narcisista: si può parlare di violenza psicologica?

  1. suyen says:

    Buonasera sono stata vittima di un narcisista per 3 anni e ci ho convissuto con i miei figli per circa un anno e mezzo, solo grazie a questi articoli sono riuscita a comprendere chi avevo di fronte, è stato veramente un periodo molto molto brutto che ha lasciato tanti segni.. tutt’ora presenti.
    Questa persona fortunatamente quando ho smesso di dargli attenzioni si è trovato subito un altra vittima ed io sono salva credo grazie a questo, perché non mi rendevo conto di essere in una situazione simile.. ed essendo sotto ricatto e minacce probabilmente non ne sarei mai uscita da sola, pensavo solo di meritare tutto quel male che mi faceva ogni singolo giorno. Ho letto il suo articolo ed altri in merito anche ai traumi infantili e mi piacerebbe intraprendere un percorso emdr con lei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.