Sentire il pericolo quando non c’è: ansia

da | Gen 29, 2020 | Le varie forme dell'ansia | 0 commenti

Ansia.. quando il pericolo non c’è

Cos’è l’ansia

L’ansia è uno stato emotivo nel quale la persona vive una condizione di pericolo ed allerta per tutto ciò che la circonda. Spesso la reazione è ‘esagerata’ rispetto alla situazione reale.

Solitamente questa condizione influisce non solo sul diretto interessato, ma anche sulle persone che lo circondano. In questo stato la persona si troverà ad avere diversi sintomi, quali:

  • nervosismo,
  • stato di agitazione,
  • difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno,
  • difficoltà a respirare profondamente,
  • palpitazioni,
  • facilità al pianto,
  • crampi allo stomaco,
  • nodo alla gola.

Capita a tutti di provare ansia di fronte a situazioni che ci mettono in difficoltà. Quando essa è motivata si chiama “ansia positiva”, poiché ci mette di fronte a quelli che sono i nostri limiti e ci permette di trovare le risorse per superare l’ostacolo.

Quando l’ansia insorge senza una reale giustificazione, ci fa percepire un continuo stato di pericolo e ci porta ad avere reazioni eccessive di fronte a tutto, si parla invece di ansia patologica. A volte questa ansia raggiungerà il picco con gli attacchi di panico.

In questo caso la sensazione di pericolo è reale, ma il pericolo non c’è. Anche se si percepisce.

Cosa succede quindi a livello più profondo?

 

 

Cosa succede a livello fisico

Quando percepiamo il pericolo, che sia reale o meno, il meccanismo di azione del sistema nervoso autonomo è lo stesso. Ecco come il cervello reagisce agli stimoli di minaccia:

  1. il corpo rilascia adrenalina. Essa migliora la reattività dell’organismo, rendendolo pronto in tempi brevissimi alla reazione attacco-fuga. Una volta rilasciata in circolo succede che:
  2. la frequenza del respiro aumenta e i polmoni lavorano al massimo dello sforzo, poiché in una condizione di pericolo si richiede più ossigeno. Questo aumento di ossigeno potrebbe farti percepire sensazioni di vertigini e la sensazione di dover svenire da un momento all’altro;
  3. si alza la pressione ed il cuore batte più velocemente. Questo farà sì che l’ossigeno raggiungerà i muscoli e ti darà la possibilità di scappare dal pericolo;
  4. tutte le attività associate alla digestione rallentano. La digestione richiede una grande quantità di energia ed in questo momento passa in secondo piano. L’unico scopo dell’organismo è quello di prepararsi a fuggire/attaccare;
  5. il corpo si surriscalda e si inizierà a sudare;
  6. la pupilla si dilata per dare la possibilità di aumentare il campo visivo e di reagire in sicurezza.

Tutti questi sintomi, sia che il pericolo è reale o solamente percepito, ti daranno l’impressione di essere andato in tilt.

Tutto ciò durerà qualche minuto, ma potresti continuare a percepire l’ansia anche per diversi giorni.

Quando il pericolo non c’è

A questo punto potresti chiederti… “ok, ho davanti un pericolo e sento la paura. Ma perché ho gli stessi sintomi se il pericolo non c’è?” perché davanti a te tutto appare sereno, ma senti ugualmente i sintomi dell’ansia?

Per sopravvivere agli eventi esterni tutti gli animali (uomo incluso) hanno sviluppato dei meccanismi che consentono di reagire al pericolo nel minor tempo possibile. C’è una parte nel cervello che si attiva in presenza di pericolo, si chiama amigdala.

A volte non è possibile aspettare le conseguenze per valutare la presenza di un pericolo, quindi i neuroni presenti all’interno dell’amigdala si attivano per darci la possibilità di prepararci alla fuga.

Tutto ciò avviene sulla base delle esperienze fatte in passato. Di conseguenza anche nuovi stimoli che hanno una certa somiglianza a quello pericoloso potranno provocare reazioni simili, proprio per permetterti di difenderti.

Al contrario, stimoli nuovi ma innocui per la persona non causeranno risposte che potrebbero risultare inappropriate.

Il problema nasce quando questi meccanismi sono alterati da esperienze passate stressanti o traumatiche (leggi anche ‘cos’è un trauma psicologico). Di conseguenza la persona (che ha subito un trauma) potrebbe non essere in grado di distinguere stimoli realmente pericolosi da stimoli innocui, attivando tutto l’organismo e provocando quindi reazioni di paura.

Quindi il pericolo, sebbene non sia reale, è presente. È dentro di noi e basta un piccolo stimolo a far scaturire l’ansia. Finché non si comprenderà questo, non sarà possibile capire il perché di tale reazione.

L’ansia ha bisogno di essere ascoltata e si manifesterà in maniera prepotente mandandoci tutti i sintomi possibili, raggiungendo il culmine con l’attacco di panico.

Essa diventa patologica nel momento in cui non riusciamo più ad avere il controllo su di essa e quando si innesca il circolo vizioso della paura di provare ansia.

 

Per approfondire leggi anche ‘Il sistema in 8 passi per imparare a riconoscere e gestire l’ansia

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Dott.ssa Pamela Busonero

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