Sviluppo della Resilienza. È possibile?

Cos’è la resilienza?

Il termine resilienza è stato usato per la prima volta negli anni sessanta e viene dal latino re-silio, che significa rimbalzare, saltare indietro, ed in termini psicologici vuol dire “non essere toccati da qualcosa di negativo”.

È quel fenomeno che consente all’individuo di superare le difficoltà dopo un evento fortemente stressante. Di fronte a questi eventi la resilienza dà risposte flessibili e funzionali che si conformano alle diverse esigenze del momento. Molte persone scoprono di avere questa qualità solamente dopo aver vissuto stati di emergenza.

Quando una persona affronta una situazione di forte stress e tensione, quello che porta verso l’elaborazione e l’integrazione dell’evento è proprio dare un significato costruttivo all’accaduto.  L’evento traumatico è successo realmente, ma la persona riuscirà a riprendere in mano la propria vita, arricchita proprio dalla risoluzione del dolore provocato dalla ferita.

Essere resilienti comporta una dinamica positiva, una capacità di andare avanti nonostante le crisi, per ricostruire ciò che è stato perduto. La caratteristica interessante è la capacità di trasformare un’esperienza dolorosa in apprendimento.

Grotberg nel 1995 scrive “la resilienza è la capacità umana di affrontare le avversità della vita, superarle ed uscirne rinforzati, o addirittura, trasformati”.
Per poter essere resiliente la persona deve conoscere i propri limiti e le proprie risorse in modo da capire fin dove può arrivare con le proprie forze e quando chiedere aiuto. Nella resilienza abita la l’attitudine a salvare il salvabile, e questo permette all’individuo di resistere nel tempo e di riprendersi il prima possibile.

La resilienza non è un gene, non è uguale per tutti e non è assoluta: varia a seconda dell’evento subito, dell’età, della personalità, della cultura di appartenenza e dei modelli di riferimento. È chiaro comunque che tutti possono sviluppare questa qualità. Essenziale è incontrare la parte ferita ed i contesti che la riguardano.

Sviluppo risorse

Per diventare una persona resiliente bisogna diventare consapevoli delle proprie risorse.

Nei primi colloqui psicologici chiedo sempre alla persona le qualità positive e quelle negative. La maggior parte di loro mi fanno una lista infinita delle caratteristiche negative, e pochissime positive. Spesso l’individuo ha tante risorse, ma non riesce a vederle. Faccio un esempio. Provate a scrivere tutte le qualità di un vostro caro amico su un foglio, e poi leggetegliele: nel 90% dei casi questa persona non si riconoscerà in tutti i punti che avete descritto, però voi sapete che lui queste qualità le ha. Questo perchè siamo abituati a ricordare ed esprimere emotivamente i propri punti deboli o difetti anziché rendersi consapevoli dei punti di forza.

Qualsiasi percorso psicoterapeutico efficace ha lo scopo di accompagnare la persona verso l’identificazione delle proprie risorse ed il potenziamento delle stesse. Non si “inventano” le risorse, si vanno semplicemente a cercare, e questo per molti può richiedere un grande sforzo. A questo scopo, l’EMDR può essere un grandissimo aiuto per esplorare ed ottimizzare tali risorse.

Come sviluppare la resilienza

Come ho già accennato, non si nasce resilienti. Ci si diventa. Quindi è possibile svilupparla partendo dalle proprie risorse.

Di seguito scrivo qualche consiglio pratico che potrebbe servire da linee guida:

  1. Individua in maniera concreta il tuo problema e l’obiettivo da raggiungere. Questo serve per capire veramente dove vogliamo arrivare e porci dei limiti.
  2. Pensa che sei tu quello che gestisce la tua vita. Non siamo controllati dall’universo o dalle persone che ci circondano: prendere in mano la propria vita è possibile, se lo vogliamo e ci lavoriamo sopra.
  3. Cerca di integrare le esperienze passate nel presente. Le esperienze passate sono concluse. Come siamo riusciti a superarle? È proprio li che troviamo le risorse. Attingiamo da ciò che già abbiamo.
  4. Valorizza la spontaneità e l’umorismo. Per riuscire a superare i tempi duri occorre affidarsi alla propria spensieratezza. L’umorismo migliora il nostro stato di benessere grazie ad un aumento della dopamina (ormone della “felicità”).
  5. Riconosci il valore dell’imperfezione. Accetta i tuoi difetti, ed il fatto che molte cose non possono essere sotto controllo e non dipendono da noi.
  6. Prenditi cura della tua salute. Un’alimentazione sana ed una attività sportiva regolarizza i livelli di cortisolo, ormone dello stress. Prenderci un fine settimana per noi, stare a contatto con la natura o con qualsiasi cosa ci piace veramente serve per ritrovare noi stessi e la nostra essenza.
  7. Cerca un po’ di supporto. Chiedere aiuto non significa debolezza! Ammettere di avere bisogno di aiuto è infatti un’espressione di estrema forza.

Infine ricorda che:

    • La famiglia, gli amici, la comunità possono essere delle ottime risorse per rialzarsi.
    • Evitare di agire per paura di essere sconfitti è di per sé una sconfitta.
    • Le esperienze traumatiche, se elaborate alla luce di quanto appena scritto, non ci stroncano ma ci fanno crescere.

 

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