Ortoressia

Quando il mangiar sano diventa un’ossessione

L’Ortoressia è una manifestazione patologica che sta ad indicare l’ossessione maniacale per i cibi sani.

Il termine è stato coniato dal dietologo americano Bratman nel 1997 e si è sviluppata contemporaneamente alla diffusione di filosofie di vita salutiste (per esempio l’alimentazione bio, vegana, vegetariana, etc..).

Non è stata al momento clinicamente riconosciuta come un disturbo alimentare poiché non sono ancora stati stabiliti i criteri diagnostici validati.

Come si manifesta

Il soggetto che soffre di questo disturbo fa molta attenzione alle numerose diete esistenti sul mercato ed al corretto uso degli alimenti. Evita molti cibi percepiti come “tossici” (per esempio alimenti con conservanti, con troppo sale, etc..) e anche interi gruppi di generi alimentari (carne, latticini, cereali, etc..).

A lungo andare può diventare un problema sociale poiché impedisce alla persona di avere rapporti equilibrati col mondo esterno.

L’ortoressico inizia pian piano ad eliminare dalla sua dieta alcuni cibi considerati “pericolosi”. Dopo, la ricerca di cibi sani diventa un’ossessione.

Mangiare cibo che non è considerato puro, o che ha cucinato qualcun altro, genera molta ansia: un pasto non rappresenta un momento di gioia e convivialità, ma è un fattore di forte agitazione e di paura.

Il soggetto si trova a mangiare sempre più da solo (come fanno le persone con disturbi alimentari) per mantenere il controllo su tutto.

Ripercussioni si hanno anche sul piano psicologico, perché l’ortoressico ha la tendenza a sviluppare delle regole molto rigide riguardo al cibo, costringendosi a seguire un regime alimentare auto-imposto e limitante.

È un disturbo sempre più in crescita ed interessa sia gli uomini che le donne, spesso sopra i trenta anni.

Differenza con i disturbi del comportamento alimentare

L’ortoressia si differenzia dai disturbi alimentari come l’anoressia e la bulimia perché, mentre nei secondi l’attenzione è rivolta alla quantità del cibo, nell’ortoressia l’attenzione e le preoccupazioni riguardano la sua qualità e la paura della contaminazione.

Il paradosso è quello di voler star bene a tutti i costi con un’alimentazione sana e finalizzata. Il cibo verrà sempre al primo posto, prima anche dei propri valori morali, personali e sociali.

Cause dell’ortoressia

C’è una sottile differenza tra avere uno stile di vita sano ed esserne ossessionati, per questo spesso è difficile riconoscere l’ortoressia come un disturbo psicologico.

Il nocciolo del problema, da una prima indagine, sembra essere che la scelta degli alimenti possa condurre l’individuo a raggiungere o mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato. Da un’analisi più approfondita, invece, si vede che dietro questa tendenza ci sono problemi ben più gravi: di solito la persona ortoressica cela una forma di ipocondria (fobia per le malattie) ed un disturbo ossessivo-compulsivo (in termini di paura della contaminazione, perfezionismo, pensiero rigido e ipermoralità).

Quindi avere un corpo forte e resistente consentirà loro di evitare attacchi infettivi, controllare la propria salute, etc… Molte volte queste paure sono talmente profonde che la persona non se ne rende conto.

Nel caso il problema diventasse invalidante rivolgersi ad un biologo-nutrizionista e ad uno psicoterapeuta: il primo servirà per avere maggiori informazioni riguardo i cibi e seguire una dieta corretta, il secondo si occuperà dei problemi che si celano dietro tale sintomo.

Come riconoscere il disturbo

Vista la difficoltà a diagnosticare una persona con un problema di ortoressia, lo stesso Bratman ha ideato un test per verificare il rapporto con il cibo.

Test di Bratman:

  1. Pensate più di 3 ore al giorno al cibo?
  2. Pensate a cosa mangiare il giorno dopo e lo preparate meticolosamente?
  3. Provate soddisfazione non tanto per il gusto, ma per quello che sapete che il cibo comporta a livello salutare e fisico?
  4. La vostra vita è di alta qualità solo se lo è il cibo che decidete di ingerire?
  5. L’ansia nella vostra vita è aumentata da quando avete riflettuto sulla vostra alimentazione?
  6. Siete diventati più severi con voi stessi nei confronti del vostro comportamento quotidiano e alimentare?
  7. La vostra autostima aumenta se mangiate sano?
  8. La prevenzione è il vostro timoniere ogni volta che dovete scegliere cosa mangiare?
  9. Provate senso di colpa se non mangiate in “modo corretto”?
  10. Pensate che mangiare bene voglia dire aver un buon autocontrollo?

Risposta positiva a:
3 domande: Normale
4-8 domande: Ortoressia
9-10 domande: Grave Ortoressia

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