Intestino: si può parlare di secondo cervello?

Intestino: si può parlare di secondo cervello?

Connessione tra cervello ed intestino

Negli ultimi anni i ricercatori sono arrivati a comprendere il ruolo fondamentale che l’intestino ha all’interno dell’intero organismo.

Esso è considerato il nostro secondo cervello.

Si è notato come i due organi (cervello ed intestino) siano influenzati a vicenda: quando siamo stressati, affaticati mentalmente, il nostro intestino ne risente. L’ansia fa bloccare lo stomaco e chiudere l’intestino (da qui fenomeni di stipsi o diarrea). Viceversa, quando abbiamo problemi intestinali il nostro umore scende.

Quindi è facile intuire quanto il benessere intestinale (come quello mentale) si riflette sull’intero corpo.

Non a caso c’è un ponte che connette i due sistemi: il nervo vago. Quando la sua funzionalità è invalidata (anche da una cervicale) si possono verificare tutta una serie di sintomi (nausea, acidità di stomaco, vertigini, rossore del viso, tachicardia, rigidità del collo, dolore cervicale, mal di testa, sindrome di Ménière, difficoltà di deglutizione, sensazione di “nodo alla gola”, sudorazione eccessiva, insonnia, mani o piedi prevalentemente freddi, stipsi cronica, diarrea immotivata, problemi alla tiroide).

Nell’intestino risiedono cento milioni di neuroni in grado di gestire tutte le attività intestinali che si connettono al cervello grazie al nervo vago.

I due organi sono autonomi (l’intestino regola la digestione, la peristalsi, le secrezioni, etc.), ma spesso si trovano a gestire dei fitti dialoghi ed a influenzarsi reciprocamente.

Michael D. Gershon, autore del best seller “Il Secondo Cervello”, afferma: “[….] l’intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Insomma, l’intestino è la sede di un secondo cervello vero e proprio. E non a caso le cellule dell’intestino producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere.

Impariamo a prenderci cura del nostro intestino

E’ chiaro quindi che il benessere psicologico passa anche attraverso il corpo.

In questi ultimi anni si parla sempre di più di terapie olistiche: se stiamo male psicologicamente il corpo ne risente, se stiamo male di salute ci saranno ripercussioni anche sulla psiche.

Ecco quindi dei consigli per prendersi cura della nostra persona attraverso il nostro intestino.

Mangia sano.

Un’alimentazione sana sta alla base per una vita sana.

È indispensabile variare molto gli alimenti, mangiare cibi prebiotici (essi alimentano i batteri buoni del nostro intestino), cibi di stagione e cibi ricchi di fibre. Frutta, verdura, cereali e legumi fanno parte di questa categorie.

Importante è anche bere 2 litri di acqua al giorno.

Sarebbe bene limitare il consumo di zuccheri raffinati e di sale.

Assumi fermenti lattici

I fermenti lattici (chiamati anche probiotici) sono batteri buoni, necessari quando l’intestino è irritato e si presentano sintomi come diarrea, stipsi, gonfiore intestinale.

Sono molto utili nei casi di una dieta sregolata o durante l’assunzione di antibiotici. Essi riequilibrano tutte le regolari funzioni dell’intestino e non hanno controindicazioni.

Fai attività fisica

Sport, camminate all’aria aperta, qualsiasi cosa ci tiene in movimento fa bene a tutto il nostro corpo: intestino e cervello compresi.

L’attività fisica migliora la circolazione, accelera il metabolismo, stimola la regolare motilità intestinale e porta buon umore grazie al rilascio di endorfina e serotonina (ormone della felicità).

Prenditi una mezz’ora al giorno dove cercare relax

L’intestino, come scritto sopra, è il luogo dove è facile sentire tensioni legate a stress.

Per evitare di farlo irritare quindi è indispensabile ritagliarsi uno spazio giornaliero e portare rilassamento profondo. Si possono utilizzare tecniche di rilassamento, training autogeno, tecniche di meditazione o yoga.

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