Pamela Busonero, Psicologa e Psicoterapeuta

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Ciclo del Contatto: Come Migliorare la Qualità della Vita

Cos’è il ciclo del contatto

Cosa sento?”

“Di cosa ho bisogno?”

“Cosa posso fare per realizzarlo?”

“Sono soddisfatto?”

Queste domande rappresentano il “Ciclo del Contatto” e corrispondono alla consapevolezza del nostro sentire,

all’emergere di un bisogno fino al suo soddisfacimento: è il fulcro del lavoro che il paziente fa in terapia. Se ci ascoltiamo e riusciamo a sentire come stiamo, sarà più facile capire cosa vogliamo e quale strategia utilizzare per realizzarlo.

L’attività del sè si sviluppa nel tempo attraverso diverse fasi:

  1. Sensazione:

    un impulso che comincia ad emergere che, se prima era nello sfondo, adesso emerge come figura. Ancora non c’è una vera e propria consapevolezza (per esempio, posso sentire un dolore allo stomaco);

  2. Consapevolezza:

    pian piano ci rendiamo conto dell’emergere del bisogno (seguendo l’esempio sopra citato, capisco che questo dolore dipende dalla fame);

  3. Mobilizzazione:

    è il momento in cui capiamo che se abbiamo un bisogno possiamo fare qualcosa per soddisfarlo tramite le nostre stesse risorse (per esempio, penso che per soddisfare la mia fame potrei mangiare qualcosa);

  4. Azione:

    è la fase in cui attuiamo l’azione adeguata al soddisfacimento del bisogno (per esempio, cucino la pasta);

  5. Contatto finale:

    è il momento del soddisfacimento vero e proprio (per esempio, mangio);

  6. Soddisfazione:

    è il momento in cui si sente che il bisogno è stato pienamente soddisfatto (per esempio, non sento più la sensazione iniziale di fame);

  7. Ritiro:

    è la fase di riposo che segna il passaggio sullo sfondo della figura e che permette all’organismo di aprire nuove possibilità per far emergere nuove figure.

Interruzioni del Contatto

Questo ciclo descrive il completo funzionamento di un individuo sano, grazie ad una “autoregolazione organismica” che porta la persona al raggiungimento del proprio benessere interiore.

A volte questo non avviene e la persona, a causa di un malessere psicologico o di cattiva salute, si blocca in una delle sette fasi, non permettendo all’organismo di arrivare alla completa chiusura della Gestalt.

Dato che l’organismo non è predisposto per rimanere incompleto e bloccato in una di queste fasi, la persona metterà in atto una serie di meccanismi “creativi” che consentono di chiudere la Gestalt, anche se in maniera non del tutto efficace per l’organismo.

Questi meccanismi difensivi possono essere considerati “fissazioni nevrotiche” ed interferiscono con il sano funzionamento dell’organismo se vengono usate in maniera ripetitiva, cronica o inappropriata.

Dott.ssa Pamela Busonero, Psicologa e Psicoterapeuta Firenze

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Dott.ssa Pamela Busonero

Psicologa Psicoterapeuta, riceve a Firenze in Piazza Indipendenza 21

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