Pamela Busonero, Psicologa e Psicoterapeuta

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Campi di Applicazione del Training Autogeno

da | Training autogeno e rilassamento

Campi di Applicazione del Training Autogeno

Potremmo benissimo affermare che il T. A. non solo può migliorare la vita del malato ma anche quella della persona sana, e che sia mirato ad accrescere lo stato di benessere, rappresentando inoltre una valida tecnica per mantenere lontane le più svariate forme di patologia psicosomatica. Un colloquio preliminare di tipo anamnestico con la persona interessata può stabilire, comunque, se sussistono fattori psico-fisici (soprattutto psichici, in particolare depressione e psicosi) che possano rendere controindicata la pratica di uno o più esercizi.
Talvolta si può decidere di personalizzare il metodo cambiando la configurazione degli stessi, togliendo o aggiungendo vari elementi allo schema di base, oppure passare ad altre tecniche di rilassamento. Altre volte, in presenza di importanti priorità di intervento, si può pensare di posticipare la pratica del Training Autogeno che, comunque ed in ogni caso, può essere associata con tutta tranquillità ad altre metodiche.

Da ciò che ci viene offerto dalla letteratura sull’argomento in questione (bibliografia nella pagina introduttiva) possiamo sintetizzare le varie applicazioni – in ambito clinico, ostetricia, psicoterapia, nel lavoro, nell’arte, nello sport, nell’educazione …– in cui l’applicazione del T. A. ha ottenuto risultati soddisfacenti. Vengono di seguito elencati i vari disturbi che il Training Autogeno.

In campo clinico:

  • Angina Pectoris.
  • Asma.
  • Bradicardia.
  • Cefalea derivata da fattori vasomotori.
  • Colecistopatie.
  • Colon irritabile.
  • Dismennorea.
  • Disturbi della pelle quali pruriti, eczemi, psoriasi, orticaria, alopecia … Gastrite.
  • Iper eccitabilità neuro muscolare.
  • Iperidrosi ed efidrosi.
  • Stipsi o stitichezza.
  • Tachicardia sinusale.
  • Tic nervoso.

In Psicoterapia:

  • Balbuzie.
  • Disturbi alimentari.
  • Disturbi della sessualità.
  • Eritrofobia (paura di arrossire).
  • Fobie.
  • Nevrosi d’ansia.
  • Nevrosi d’attesa.
  • Tossicomanie.
  • Turbe del sonno.
  • Turbe neurologiche.

In Ostetricia:

  • Preparazione al parto.

Nell’ Educazione:

  • Combattere l’ansia.
  • Mitigare gli stati di emotività.
  • Migliorare la capacità di concentrazione.
  • Migliorare la memoria.
  • Mitigare riflessi psicosomatici.
  • Imparare a distaccarsi con più facilità dai vari problemi giornalieri.

Nel Lavoro:

  • Adattarsi meglio alla vita lavorativa
  • Controllare la propria aggressività.
  • Evitare gli infortuni sul lavoro.
  • Migliorare il controllo nella prevenzione di eventuali gravi errori organizzativi.
  • Perfezionare il rendimento lavorativo.
  • Potenziare la creatività.
  • Ridurre i tempi di recupero di energie psico-fisiche.

Nell’Arte:

  • Sviluppare la concentrazione.
  • Imparare ad ascoltare i propri sentimenti.
  • Creare con più serenità, fluidità e naturalezza.
  • Abbattere gli stati d’ansia, nemici della creatività e della gestione di manifestazioni artistiche personali.
  • Facilitare la comparsa naturale di fattori mnestici
  • Sviluppare la memoria breve per impiegarla nella riproduzione artistica.

Nello Sport:

  • Abbattere l’ansia, soprattutto quella pre-agonistica.
  • Integrare le eventuali riduzioni di sonno dovute a logistiche indipendenti dall’individuo.
  • Controllare meglio la respirazione.
  • Migliorare il sistema vasomotorio.
  • Sviluppare disinvoltura e scioltezza nelle varie prestazioni agonistiche.
  • Ridurre i rischi di contrazioni muscolari.

In soggetti sani per la vita di ogni giorno:

  • Sviluppare una maggiore armonia psico-fisica.
  • Migliorare l’introspezione e la presa di coscienza di sé stessi.
  • Migliorare la funzione vasomotoria.
  • Potenziare la memoria.
  • Imparare a recuperare in tempi ridotti energia psico-fisica.
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Dott.ssa Pamela Busonero

Psicologa Psicoterapeuta, riceve a Firenze in Piazza Indipendenza 21

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