Quando le emozioni prendono il sopravvento: l’Abbuffata Compulsiva

L’Abbuffata Compulsiva, in termini tecnici detta BED (Disturbo da Alimentazione Incontrollata), fa parte dei Disturbi dell’Alimentazione ed è caratterizzata dalla presenza di ricorrenti abbuffate, senza l’attuazione regolare di pratiche compensatorie tipiche della Bulimia (esempi di comportamenti inappropriati: vomito autoindotto, abuso di lassativi e diuretici, eccessiva attività fisica, periodi di digiuno completo, etc…).

Il termine “abbuffata” è molto soggettivo, perché la quantità di cibo che riusciamo a mangiare varia da persona a persona. Quindi non esiste un termine di paragone: una persona può mangiare tranquillamente una scatola di biscotti, per un’altra persona questo potrebbe voler dire abbuffarsi.

Quello che contraddistingue l’abbuffata è la totale solitudine in cui spesso si svolge (di solito la persona si vergogna di farsi vedere) e soprattutto la presenza di una sensazione di totale perdita del controllo.



In “quel” momento abbiamo la sensazione di non poter controllare niente: cosa si mangia, quanto si mangia, quando si mangia, non ci si può fermare.

Il cibo ingerito viene assunto in maniera frettolosa, meccanica e non viene né assaporato né masticato.

I
primi momenti di un’abbuffata spesso sono descritti come piacevoli, ma quasi
subito si perde qualsiasi senso del gusto e di piacere.

Le difficoltà di controllo dell’alimentazione presenti nel Disturbo da Alimentazione Incontrollata spesso sono legate ad una difficoltà nella gestione delle emozioni e degli impulsi.

A differenza della Bulimia e dell’Anoressia, il quale tema dominante è quello del controllo, nell’Abbuffata Compulsiva prevale la sensazione di sentirsi inadeguati o impotenti.

Di non riuscire quindi a controllare né il mondo interno, né quello esterno.

Non parliamo di fame.
La persona sa controllare benissimo la fame, motivo per cui si ritrova ad
abbuffarsi dopo i pasti principali. Dietro le abbuffate c’è un mondo soggettivo
ed emotivo che va scoperto, se si vuole uscire dal circolo vizioso!

Riassumendo, i segnali delle abbuffate sono:

  • Sensazione di perdita del controllo
  • Totale (o quasi) solitudine durante le abbuffate
  • Vergogna di fronte agli altri
  • Sensazione di inadeguatezza
  • Bassa autostima
  • Mangiare senza fame
  • Mangiare rapidamente
  • Sensi di colpa dopo aver mangiato
  • Preoccupazione per il peso corporeo
  • Sbalzi di umore
  • Consapevolezza di aver modelli alimentari non corretti
  • Ritiro sociale
  • Storie di fluttuazioni di peso
  • Nascondere il cibo

Qualche suggerimento

Premetto che il disturbo è molto complesso, dietro l’abbuffata compulsiva si nasconde un mondo: emozioni inespresse, frustrazioni, rabbia repressa e tant’altro, che il più delle volte vengono dal nostro passato.

Probabilmente la persona ha imparato a gestire tutto ciò proprio grazie al cibo.

Togliere questo sintomo senza analizzarlo potrebbe portare la persona in uno stato di profonda sofferenza, quindi è sempre consigliabile rivolgersi ad un buon psicoterapeuta per sviscerare il problema e ad un bravo nutrizionista. Nel frattempo ecco qualche strumento per provare a gestire le abbuffate compulsive.

Cerca di comprendere cosa succede nella tua testa prima, durante e dopo l’abbuffata.

Solitamente lo stimolo dell’abbuffata è preceduto da una qualche sensazione che non si riesce a comprendere. Prendi, per esempio, l’ultima volta in cui ti sei abbuffato e analizza quello che è successo prima.

Osservalo e basta.

Questo serve per cominciare a comprendere e familiarizzare con i sentimenti che non riesci a gestire/sopportare.

Un esempio pratico potrebbe essere quello di una ragazza che, prima di un’abbuffata, litiga con il fidanzato e si sente inadeguata. Un’altra situazione potrebbe essere la insoddisfazione, la noia, la solitudine provata una sera in casa da sola.

Scrivi un diario alimentare.

Questo serve per monitorare le abitudini alimentari.

Va compilato dopo ogni pasto, non solo durante le abbuffate e non per forza subito dopo. Puoi anche compilarlo la sera prima di andare a dormire (in questa maniera ci prendiamo anche uno spazio per noi, per analizzare la nostra giornata).

L’obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza sull’utilizzo inadeguato del cibo, sul contesto, sulle emozioni e cognizioni negative.

Inizialmente questo potrebbe risultare molto difficile proprio perché il cibo è spesso usato come maniera alternativa per “gestire” o “soffocare” le proprie emozioni. Ma è molto utile. Non ti scoraggiare quindi se, le prime volte, le pagine resteranno bianche: non è una sconfitta.

Circoscrivi il momento del pasto ad una sola stanza.

È importante non tenere il cibo sparso per la casa. Se è meno alla portata di mano è meno facile cadere in tentazioni.

Programma quando fare la spesa.

Portati soldi limitati, vai al supermercato sempre con lo stomaco pieno. Scrivi la lista a casa e cerca di rispettarla.

Quando senti l’impulso dell’abbuffata conta fino 60.

Nel frattempo respira, concentrati sul qui et ora e chiediti sempre se ne vale la pena. Se l’impulso è ancora forte, non mangiare direttamente dalla confezione: apparecchia sempre la tavola.

Fai esercizi di rilassamento.

Porta la respirazione in tutto il corpo, impara ad usare il diaframma, ascolta il corpo.

Questo esercizio va fatto 10 minuti al giorno per abituare il corpo a calmarsi.

Lo puoi fare la sera prima di addormentarti, o in un momento della giornata in pausa.

A volte l’abbuffata potrebbe essere l’unica maniera conosciuta per calmarci: imparare tecniche che permettono di gestire l’ansia è quindi utile per non usare il cibo come compensatore.

In questo link puoi scaricare gratuitamente una guida al rilassamento.

Inserisci il piacere nelle tue giornate.

Spesso il cibo viene usato come gratificazione.

La giornata è stata noiosa, triste, con tante cose che ci hanno fatto arrabbiare e il cibo si sa, è uno dei grandi piaceri della vita.

Cerca di non arrivare mai a fine giornata scontento, cerca attività stimolanti (corsi nuovi, hobby, passioni, relazioni sociali, passatempi, etc…) che ti permettano di non usare il cibo come unico mezzo di piacere.

Fai movimento, senza eccedere.

Trova il tempo per l’attività fisica.

Il movimento rilascia serotonina, ormone della felicità, lo stesso che troviamo nella cioccolata ed in molti cibi “pericolosi”.

Attenzione!!!!

Ricorda che per riuscire a seguire questi consigli e fermare il circolo delle abbuffate compulsive occorre molta pratica.

Questi suggerimenti devono essere inseriti nel corso della giornata e devono diventare delle abitudini: richiede molto impegno e costanza.

Ma danno grandi risultati.

Solo così, e con l’aiuto di un percorso terapeutico e una dieta fatta su misura, è possibile trasformare questi suggerimenti in sane abitudini.


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Dott.ssa Pamela
Busonero, Psicologa e Psicoterapeuta. Riceve a Firenze in Piazza Indipendenza,
21.

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