Dove colpisce il trauma? Le 5 aree psicologiche

di Pamela Busonero | 9 Luglio 2017 | EMDR e Traumi Psicologici

Il trauma che colpisce l'anima

Sempre più persone si confrontano con eventi altamente stressanti. Queste esperienze negative (o trauma) possono lasciare ferite aperte compromettendo la normale funzionalità dell'individuo.

Negli articoli precedenti ho già parlato di trauma psicologico. Vorrei aggiungere che i primi studi sugli effetti del disturbo post traumatico da stress ritenevano il trauma psicologico come la “conseguenza di un evento traumatico, ossia di un agente patogeno costituito da una condizione estrema collocata idealmente al di fuori delle esperienze umane comuni” (DSM III).

In altre parole, secondo il DSM III venivano considerati solamente i traumi con la T maiuscola (per approfondire clicca qui).
Da qualche anno si è notato che esistono moltissime persone che presentano sintomatologie post-traumatiche pur non essendo esposte ad eventi oggettivamente estremi.

La clinica ha quindi posto importanza ai fattori soggettivi piuttosto che quelli oggettivi: uno stesso evento può essere vissuto in maniera diversa da due o più persone, e ciò dipende da fattori esclusivamente culturali e soggettivi.

In questo articolo vorrei spiegare quali conseguenze portano le ferite dell'anima, e quindi visitare le cinque aree psicologiche in cui siamo più sensibili e traumatizzabili.

Conoscendo questi aspetti sarà più facile individuare e ripristinare il benessere laddove si è incrinato. La consapevolezza è sempre il primo passo verso il superamento dei problemi.

Le cinque aree colpite:

  1. Area della vulnerabilità: sono in pericolo 
  2. Area dell'appartenenza: sono diverso
  3. Area dell'autostima: non valgo niente
  4. Area della responsabilità: è colpa mia 
  5. Area della prevedibilità: non ho il controllo

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Pamela Busonero

Pamela Busonero

Sono Pamela Busonero, psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo Gestalt ed EMDR e una delle fondatrici del Centro EMDR Firenze. Ricevo a Firenze e online, accompagnando persone che hanno vissuto relazioni complesse e traumatiche verso un recupero di stabilità, sicurezza e fiducia in se stesse. Nel mio lavoro integro ascolto, relazione e costante aggiornamento professionale: credo nell’importanza di esserci e di aiutare ogni persona a riconoscere le proprie risorse, rispettandone la storia e l’unicità.

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