Disturbo di personalità narcisista: chi è il narcisista

Chi è il Narcisista

Il narcisista è una persona più preoccupata di come appare agli altri che di cosa sente dentro, nega i sentimenti che contraddicono l’immagine che cerca.

Agendo senza sentimenti riesce quindi ad essere seduttivo e manipolativo, arrivando a ciò che aspira (potere e controllo sugli altri).

L’aspetto che più caratterizza il narcisismo è proprio la mancanza di umanità. Kernberg mette in evidenza, nel bambino piccolo, la fusione tra sé reale, sé ideale e immagini del sé.

La persona narcisista non è in grado di distinguere ciò che pensa di essere e ciò che, in realtà, è.  Si identifica con l’immagine idealizzata.

Questo disturbo è divenuto sempre più frequente in questi ultimi anni, a causa delle forze culturali. Negli anni precedenti era molto più comune il fenomeno isterico, quando la moralità e “la pruderie sessuali” erano i modelli e gli atteggiamenti accettati.

Oggi questi comportamenti si sono quasi spostati agli estremi opposti: i costumi sessuali sono più liberi, è più facile passare da un partner all’altro.

Potere, efficientismo e produttività sono diventati i valori dominanti e hanno preso il posto di virtù come la dignità, l’integrità e il rispetto per se stessi.

Freud affermava che esiste un narcisismo primario, al quale tutti i bambini sono soggetti, dovuto al fatto che esiste un’onnipotenza infantile: credono che i genitori esistano esclusivamente per soddisfare i loro bisogni.

Oggi il pensiero è cambiato. È il narcisismo del genitore a venir proiettato sul figlio: io sono speciale, quindi anche mio figlio lo è.

Ci sono diverse forme di narcisismo, qui sotto verranno elencate in ordine crescente, partendo dalla meno grave.

Le forme di narcisismo

  1. Carattere fallico-narcisistico.

    È la forma meno patologica, ed è il comportamento degli uomini il cui io è investito nella seduzione delle donne.

    C’è una stretta connessione tra narcisismo e sessualità. Si presenta sicuro di sé, a volte arrogante, vigoroso, imponente.

    Dato che egli è al livello minimo di gravità, le relazioni sociali sono notevoli, energiche ed appropriate.

    La controparte femminile del maschio fallico-narcisistico è il carattere isterico. Anche lei si preoccupa molto della propria immagine sessuale, si sente (ed è) attraente per gli uomini, è molto morbida e femminile.

  2. Carattere narcisistico

    Hanno un’immagine del sé grandiosa: sono i migliori, i più belli, i più intelligenti. Anche gli altri hanno un’ottima considerazione di questi a causa dei loro reali successi.

    Questa immagine è grandiosa perché è contraddetta dalla realtà del sé: sono totalmente fuori posto nel mondo dei sentimenti e non sanno come rapportarsi alle persone in maniera reale.

  3. Personalità borderline.

    Alcune personalità borderline proiettano un’immagine di successo, di autorità, ma al contrario della personalità narcisistica, questa facciata si frantuma facilmente di fronte allo stress.

    Altri dimostrano la propria vulnerabilità, enfatizzandola appoggiandosi più del dovuto agli altri. Spesso questi individui si trovano chiusi tra due posizioni contraddittorie: sono assolutamente grandi oppure totalmente privi di valore.

  4. Personalità psicopatica

    Si considerano superiori agli altri e dimostrano un’arroganza che rasenta il disprezzo per l’umanità in genere, negano i propri sentimenti.

    Di solito questi comportamenti hanno origine da situazioni infantili traumatiche da non poter essere integrate nello sviluppo dell’io. Il tipico esempio è l’assassino a “sangue freddo”.

  5. Personalità paranoide

    L’individuo si trova al livello più distante della salute. È un vero megalomane: è convinto di essere seguito, al centro di ogni discorso. Si sente veramente speciale e molto importante.

    Le caratteristiche che lo contraddistinguono sono: estrema grandiosità, un marcato divario tra l’immagine dell’io e il sé reale, arroganza, insensibilità verso gli altri, negazione e proiezione.

Il ruolo dell’immagine

La facciata che un narcisista dà di sé è quella di una persona con un eccessivo amore per se stesso e un mancato interesse per il resto del mondo, egoista e avido. In realtà, lui prova indifferenza per gli altri come per se stesso.

I narcisisti amano la propria immagine, non il proprio sé. L’incapacità di amare gli altri parte dalla difficoltà ad amare sé stessi.

Nel mito di Narciso, la punizione datagli per non riuscire ad amare una donna è stata proprio quella di innamorarsi della propria immagine.

Nella letteratura psichiatrica con il termine narcisismo si intende delle persone che derivano un’eccitazione erotica dal guardare, carezzare, vezzeggiare il proprio corpo.

Quindi, qual’è la reale differenza tra la perversione narcisistica e attività autoerotiche come la masturbazione?

Nelle persone sane l’autoerotismo è visto come una manifestazione dell’amore per se stessi, mentre nel narcisista è una forma di amore per l’immagine: il corpo viene visto come un oggetto sessuale, come un’altra persona.

Dissociazione tra l’io ed il sé

C’è una grande dissociazione tra l’io e il sé.

Dissociando l’io dal corpo e dal sé, i narcisisti dividono la coscienza dalla sua base viva; la personalità è quindi spaccata in due parti: una attiva (l’io che osserva, con cui l’individuo si identifica), e una passiva (l’oggetto-corpo osservato).

La bella maschera del narcisista

Il narcisista ha una preoccupazione esagerata per il proprio corpo. Lo sport è fatto esclusivamente per apparire (non sentirsi) in forma.

L’esempio al limite è quello del Body Building, che con l’uso dei pesi vengono prodotti muscoli super-sviluppati e massicci: la muscolatura sviluppata può far apparire forti, ma riduce la spontaneità e la vitalità del corpo, e limita la respirazione.

Anche l’addome piatto ha un effetto nocivo sulla salute. Con questo di certo non bisogna negare il valore di un bell’aspetto, quando esprime il sentirsi bene nel proprio corpo.

Il narcisista risulta possedere una maschera, una bella maschera, dove in profondità c’è un individuo che ha rinnegato il vero sé.

La negazione dei sentimenti

Qual’è la differenza tra soppressione e negazione dei sentimenti?

Negazione e soppressione

Sopprimere i sentimenti significa anestetizzare il proprio corpo e ridurne la motilità: se non c’è movimento interno non c’è niente da sentire.

Questa è una modalità inconscia adottata da molte persone che, per esempio, hanno sofferto molto, o sono molto arrabbiate con qualcuno ma non possono fare niente.

Una tensione del genere irrigidisce il corpo e rende parzialmente insensibili: una gola contratta impedisce i singhiozzi profondi e aiuta a reprimere la tristezza; le spalle irrigidite riducono l’intensità di una reazione d’ira, e cosi via.

Una rigidità del genere si può trovare anche in alcuni individui narcisisti, che hanno un modo di porsi al mondo in maniera statuaria.

Altri corpi invece sono agili ed elastici, eppure il loro comportamento è ugualmente privo di sentimento: questi hanno bloccato la funzione percettiva (negando i propri sentimenti).

Selezione percettiva

La selezione percettiva entra in funzione quando non vogliamo vedere alcune situazioni spiacevoli della nostra vita (esempio un padre che aggredisce la madre): inizialmente vediamo una situazione dolorosa, poi quando capiamo di non poter tollerarla, neghiamo l’esperienza.

All’inizio questo meccanismo è consapevole, ma col passare del tempo diventa inconsapevole: al suo posto ci creiamo, con la fantasia, una situazione felice e si sopravvive.

A questo punto la negazione diviene strutturata nel corpo sotto forma di tensioni croniche localizzate nei muscoli, che vanno a concentrarsi alla base del cranio, nei muscoli che congiungono la testa al collo. Quest’area è collegata ai centri visivi del cervello che influenzano la percezione visiva.

Tutto ciò non significa che la persona narcisista non abbia sentimenti e (o) non gli esprima. L’espressione dei sentimenti, di solito, prende due forme: una rabbia irrazionale (esplosione distorta di collera) e un lacrimoso sentimentalismo (sostituto dell’amore).

Tristezza e paura

Due emozioni, invece, sono soggette a severa inibizione: la tristezza (essa conduce alla consapevolezza di una perdita e rievoca il desiderio, ma il desiderio e il bisogno di qualcuno espongono alla possibilità di un rifiuto e di un’umiliazione) e la paura (se non si prova paura si può pensare di non essere colpiti), la loro espressione rende vulnerabili.

La negazione di questi due sentimenti consente di proiettare un’immagine di indipendenza, di coraggio e di forza: ma questa immagine è solo una facciata, e quindi è impotente e non ha forza (la sua forza sta nei sentimenti dell’individuo).

La mancanza di sentimento si nota per due cose

Presenza di una facciata

La persona si presenta in termini di immagine piuttosto che di un sé che sente e prova emozioni (esempio un sorriso stereotipato);

Assenza di uno sguardo negli occhi

Sono spenti, non esprimono alcun sentimento. All’origine di questa mancanza di vivacità nello sguardo c’è l’esperienza di orrore all’interno della situazione familiare, reagendo negando l’esperienza.

Seduzione e manipolazione

La parola seduzione viene dal latino “se-ducere”, portare a sé: usare una falsa dichiarazione o una falsa promessa per indurre un’altra persona a fare quello che altrimenti non avrebbe fatto.

Le manovre più seduttive sono quelle che riguardano promesse non chiaramente specificate.

Il fascino non viene utilizzato solamente nelle relazioni sessuali, ma anche nei campi delle amicizie e in quello lavorativo. In questo modo la persona nega la propria dipendenza ma al tempo stesso ha tutti a sua disposizione.

Il narcisista si sente un vero e proprio “principe azzurro” e, spesso, è stato trattato così fin da piccolo dai genitori

Un rapporto del genere si sviluppa quando quello dei due genitori è insoddisfacente, cosicché il figlio (o la figlia) prende il posto del coniuge.

Il padre o la madre si rivolgono ai figli per ricevere l’affetto e il sostegno che non ebbero dai loro genitori e non hanno dall’altro coniuge.

Il patto è che il bambino verrà considerato speciale e trattato come tale se si sottometterà al genitore.

Gli attributi dell’individuo speciale

  1. onnipotenza (“posso fare tutto”),
  2. onnipresenza (“sono visibile dovunque”),
  3. onniscienza (“so tutto”),
  4. adulazione (“devo essere adorato”).

L'”essere speciale”

Essere speciale significa quindi essere diverso dagli altri.

Ciò che è comune a tutti è il corpo e il suo funzionamento, per essere speciali bisogna quindi negare l’identificazione con il proprio corpo (questa identificazione implicherebbe che si è simili a tutti).

Inoltre si devono negare i propri sentimenti, perché anch’essi sono comuni.

Il narcisista è isolato perché, mentre le persone comuni si integrano tra di loro, lui è legato inizialmente a chi lo induce a sentirsi speciale e successivamente a chi lo considera tale.

Se vuoi saperne di più leggi anche: Come riconoscere un Partner NarcisistaNarcisismo sano o patologico? 

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