Attacchi di Panico

Cosa sono e come si manifestano

“Ho visto la morte in faccia” “Pensavo che mi venisse un infarto, ma arrivata al pronto soccorso tutto è scomparso…” “Ho sentito il respiro venire a mancare” “Avevo l’impressione di impazzire” Spesso le persone giungono in terapia accusando uno di questi disturbi.

Chi ha sofferto di attacco di panico ha un ricordo di quelli che non si dimenticano mai. Il panico è un’interruzione di contatto dovuta ad un qualcosa che ci ha disturbato. Esso, nel 90% dei casi, è accompagnato da un trauma non elaborato subito nel corso dell’anno precedente (un lutto improvviso, un aborto, un fallimento lavorativo, una separazione, etc..).

Fortunatamente non tutte le persone che subiscono un trauma hanno attacchi di panico, quindi sarà compito del terapeuta indagare su ciò che sta alla base dell’attacco, ossia esplorare la storia personale. Spesso infatti la persona non intuisce la causa dell’attacco e ciò rende tutto ancora più disturbante (“Stavo bene prima di allora”).

Come si manifesta l’Attacco di Panico

L’Attacco di Panico ha un inizio improvviso, raggiunge velocemente l’apice ed è accompagnato da un senso di pericolo o di disgrazia imminente.

L’individuo, che richiede cure per questo tipo di disturbo, descrive solitamente la paura come intensa e riferisce di avere pensato di essere in procinto di morire.

Le paure sono di tre livelli: le prime sono immaginarie e si basano su quello che il soggetto crede sia l’origine del panico (“Sto impazzendo”, “Non ho il controllo”, “Mi sta venendo un infarto”, etc…). Le seconde riguardano la paura anticipatoria dell’attacco (“Se arriverà non saprò gestirlo”, “Non posso sopportare queste sensazioni”, “Mi vergogno di me”, etc…). Le terze sono le paure delle azioni e delle performance per affrontare le situazioni temute (in questi casi la persona eviterà di fare ciò che potrebbe far scaturire una crisi, per es. andare in un determinato posto, etc…).

Quando si avverte una crisi l’unica cosa da fare è non opporsi: ascoltare il proprio corpo, ciò che esso vuole comunicarci.

L’ansia non viene per distruggerci, bensì per aiutarci a contattare la nostra autenticità ed a farci notare ciò di cui abbiamo realmente bisogno.

Se riusciamo a calarci dentro il vuoto, proprio quello che fa così paura, piano piano impareremo ad ascoltarlo e quindi anche a domarlo.

Sintomi

  1. palpitazioni, tachicardia;
  2. sudorazione eccessiva;
  3. tremori;
  4. dispnea o sensazioni di soffocamento;
  5. sensazione di asfissia;
  6. dolore o fatica al petto;
  7. nausea o disturbi addominali;
  8. sensazioni di sbandamento ed instabilità;
  9. derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi);
  10. paura di perdere il controllo o di impazzire;
  11. paura di morire;
  12. sensazione di torpore o formicolio;
  13. brividi o vampate di calore.

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